L’arrivo di un bambino è un evento spesso tanto atteso e desiderato e altrettanto spesso imprevedibile e inaspettato. Comunque sia tutte le quasi-mamme verso metà gravidanza iniziano a domandarsi cosa mettere nella valigia per il parto per non farsi trovare impreparate nei primi giorni.

Sarebbe stupendo poter dire a tutte le donne in attesa che un neonato non ha bisogno di nulla, se non dell’amore dei genitori, del calore corporeo della mamma e del suo seno, indispensabile per nutrirlo e cullarlo.
Tuttavia, nessuna mamma si sognerebbe mai di recarsi in ospedale o al luogo del parto con “solo” queste poche ed umili cose…facciamo dunque un po’ di ordine!

Per ciò che riguarda i giorni in degenza ospedaliera o presso il luogo del parto alla mamma serve davvero poco: nonostante presso le strutture ospedaliere si vedano arrivare donne con borse, borsoni, trolley e valigie degne di viaggi da 6 mesi, le cose effettivamente indispensabili sono poche.

  1. Un paio di PIGIAMI o CAMICE DA NOTTE
  2. UNA CAMICIA DA NOTTE VECCHIA O UNA MAGLIA VECCHIA DA USARE IN SALA TRAVAGLIO
  3. UNA FELPINA O MAGLIONCINO APERTO
  4. MUTANDE AMPIE E CALZINI
  5. CIABATTE (si consiglia di portare una pantofola e una infradito per la doccia)
  6. PRODOTTI IGIENE PERSONALE (niente di particolare, quello che usate da sempre)
  7. ASSORBENTI POST PARTUM PER LA MAMMA: valutare l’acquisto dei pannoloni post partum (o delle mutande a rete usa e getta)
  8. BORSA DELL’ACQUA CALDA (può servire in travaglio)
  9. ACCAPATOIO
  10. ACQUA, BIBITE DOLCI, PICCOLI SNACK da bere e sgranocchiare
  11. CD o LETTORE Mp3 con la propria musica da utilizzare in travaglio

E per il neonato?  Se per la mamma, tutto sommato si può intuire l’occorrente, per il neonato serve qualche accortezza in più. Si consiglia infatti alle mamme di preparare 3 o 4 buste identiche e di apporre su queste un’etichetta con scritto NOME E COGNOME DELLA MAMMA + NOME BIMBO/A.
Il motivo di questo piccolo consiglio è che se la mamma non può farlo, spesso si chiede di recuperare le cose per il piccolo al papà, alla nonna o a qualcuno che non conosce la valigia.
Con questa pratica e veloce modalità sarà sufficiente acchiappare la bustina e tutto l’occorrente per il cucciolo sarà presto a portata di mano!

In ogni busta si metteranno quindi:

  1. Pannolino (non tutti gli ospedali li forniscono)
  2. Body
  3. Tutina
  4. Calzini
  5. Qualsiasi altra cosa volete mettere al neonato

Assolutamente indispensabile è anche:

  • una CUFFIETTA (di cotone, ciniglia, lana…)
  • una COPERTINA (di cotone grosso, lana, ciniglia ecc…)

Si consiglia di scegliere tessuti e materiali in base alla stagione, ma di considerare sempre che il neonato ha un meccanismo di termoregolazione poco maturo e che disperde quantità incredibile di calore. E’ pertanto necessario e fondamentale che nelle prime settimane sia sempre ben coperto e al caldo.
Si invitano inoltre tutte le mamme ad evitare nei primi giorni l’uso del ciuccio o di biberon: è infatti raccomandato da importanti enti come Unicef-OMS per un corretto avvio dell’allattamento al seno!

Gli unici veri bisogni del neonato generalmente sono:

  • stare a contatto con la mamma
  • poter dormire vicino a lei
  • essere attaccato spesso al seno

Queste accortezze, oltre a favorire la produzione di latte materno e l’arrivo della famosa montata lattea sono l’unico modo per rassicurare il piccolo, consolarlo, aiutarlo ad adattarsi a questo nuovo e sconosciuto mondo fuori dall’utero materno.
Evitare dunque l’acquisto di tutto ciò che non è immediatamente necessario! Ci si penserà al ritorno dall’ospedale. E cosa vi serve una volta tornate a casa?

Lo vedremo presto, con un nuovo articolo!

photo credit: il peso della valigia via photopin (license)

Autore

Martina: sognatrice compulsiva, idealista recidiva, attratta dalle sfide, dalla fatica e tutto ciò che richiede passione, impegno, sacrificio, dedizione. Ostetrica per amore dei bambini, per ammirazione nelle donne, per fiducia nel calore della famiglia. Ostetrica perché vittima del fascino della nascita e della vita. Scelgo di fare l’ostetrica a 13 anni, vivendo una sintonia mai provata con mia madre, all’epoca alla sua terza gravidanza. In quei nove mesi sono stata per lei una collaboratrice, un supporto, un sostegno, un aiuto pratico e concreto tanto da pensare che partecipare all’attesa e alla nascita di un bambino poteva, e forse doveva, essere la mia strada. Il mio percorso da Ostetrica inizia ufficialmente nel 2011 quando riesco ad entrare presso l'Università degli Studi di Ferrara. E oggi continua, lavorando in libera professione. Essere ostetrica è rimanere sempre pronta e disponibile, è confrontarsi, è parlare, è trovare soluzioni, è passare informazioni, è ottenere fiducia, è dare affetto e calore. Perché l’ostetrica non si occupa solo di parto, di ospedale. L’ostetrica non cura. Non guarisce. L’ostetrica assiste, accoglie, accompagna. Vi siete mai chieste quale sia il vero significato della parola "ostetrica"? Ebbene, la parola ha origini latine e deriva da "obstare". Stare davanti, stare con.. Stare con la donna. Con voi, tutte. Sempre. Supportandovi, sostenendovi, incoraggiandovi, aiutandovi a fare la scelta migliore per voi, accompagnandovi, facendo emergere le vostre infinite e quasi magiche potenzialità. Amo il mio lavoro, perché ogni giorno è una sfida. Ogni giorno creo. Mi reinvento. Mi arricchisco. Ogni giorno conquisto. Sensazioni. Emozioni.

1 Commento

  1. Brava!da considerare anche l abbigliamento del neonato che non sia con tanti merletti e nastrini.

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