Coraggio e riscatto. Questi, insieme a molto altro, sono due degli elementi fondamentali del film Fiore del Deserto diretto dalla regista anglotedesca Sherry Hormann e distribuito in Italia da Ahora. Il Film, con la collaborazione di K2 film, già acclamato alla Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, uscirà al cinema a partire dal 14 APRILE.

Fiore del Deserto apre un ennesimo spiraglio sul significato di essere donna in Africa, la storia difficile di una ragazzina in fuga da un matrimonio imposto che la porta a Londra, il debutto nella moda e nel cinema sino ad arrivare alla rivelazione del segreto che ha segnato la sua vita e per il quale lotta tuttora come ambasciatrice Onu.

Il soggetto del film è tratto dalla biografia best seller di Waris Dirie, nata in un villaggio in Somalia nel 1965 da una famiglia nomade con dodici figli.
A circa 3 anni subisce l’ orrenda pratica dell’infibulazione, momento che ha segnato la protagonista così a fondo che ha accettato di affidare la sua storia alla regista a patto che la scena della mutilazione venisse girata, mostrando al mondo una delle infinite crudeltà che tocca quasi 130 milioni di donne nel mondo secondo Unicef.

A soli tredici il padre le combina un matrimonio con un vedovo sessantenne, ma Waris non accetta quel destino fuggendo prima a Mogadiscio, dove sopravvive grazie a lavori umilissimi, e poi a Londra nella residenza di uno zio ambasciatore dove lavora come cameriera.
Quando l’uomo viene richiamato in Somalia, lei decide di restare in Inghilterra, sola e analfabeta a guadagnarsi da vivere nuovamente grazie a mestieri umili, ma sempre senza lasciarsi sconfiggere dalle difficoltà.
Con la forza e la caparbietà di cui solo una donna che crede nel proprio futuro è capace, si iscrive a una scuola serale finché un giorno incontra casualmente il fotografo Terry Donaldson, che la convince a posare e pubblica le sue foto.

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Il destino di Waris svolta, viene contattata sempre più frequentemente da fotografi famosi e riviste specializzate e prende vita la sua fortunatissima carriera di fotomodella che la porterà ad essere una delle donne più apprezzate anche da celeberrimi stilisti, fino a divenire anche una Bond girl, nel film del 1987Agente 007 – Zona pericolo e ottenere la copertina dell’edizione dello stesso anno del calendario Pirelli.

Al culmine del successo, nel corso di una intervista alla NBC, Waris ha trovato il coraggio di raccontare la propria storia prendendo una dura posizione contro l’infibulazione, cosa che non passò inosservata agli occhi di Kofi Annan il quale la nominò nel 1997 ambasciatrice delle Nazioni Unite per la lotta contro le mutilazioni genitali femminili.
Per questo suo lavoro di ambasciatrice umanitaria è stata insignita della Legion d’onore nel 2007, ma la collaborazione durò solo due anni, dopodiché la donna decise di mettere in piedi una propria organizzazione, la “Waris Dirie Foundation”, ritenendo l’ONU troppo grande e complessa per concentrarsi a sufficienza su ciò che per lei è tutt’ora lo scopo della sua vita.
Nel marzo 2008, mentre si trovava in Belgio, è scomparsa per 72 ore ed al suo ritrovamento ha denunciato un rapimento per violenza sessuale. Il fatto che abbia denunciato la cosa solo al suo rientro a Vienna, dove vive, ha lasciato perplessa la polizia belga.

Il film “Fiore del deserto” racconta questa storia molto dura, ma mette sul grande schermo un meraviglioso impasto tra dramma e commedia, portando agli occhi di tutti le enormi difficoltà affrontate dalla protagonista senza mai perdere la propria ironia e gioia di vivere, secondo specifica richiesta di Waris.

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Fanno parte del cast la celebre modella Lidya Kebede, Sally Hawkins, Juliet Stevenson, Craig Parkinson, Meera Syal, Anthony Mackie e Timothy Spall (migliore attore al Festival di Cannes nel 2014 per “Turner”).
La fotografia è stata affidata ad un grandissimo professionista come Ken Kelsch,stretto collaboratore di Abel Ferrara, che alterna sapientemente scene con macchina a mano e scene con crane per esaudire la volontà della regista di voler filmare al meglio l’Africa di Waris.
Il film è stato girato tra il Gibuti (molto simile a Mogadiscio prima della guerra), Londra, New York e con l’ausilio di varie ricostruzioni di set a Colonia, amalgamando e incarnando nel personaggio di Waris le culture di 4 paesi e di 3 continenti.

Autore

Con un nome che è tutto un programma, non potevo che essere la "mosca bianca" nel team di Gowoman. Il mondo mi conosce come Giansy (troppo tempo perso a pronunciare il nome completo), Milanese Doc e fiero appartenente alla classe operaia. Diplomato in elettrotecnica e automazione ma totalmente inadatto al lavoro d'ufficio, lavoro come tecnico di carrelli elevatori nelle campagne a sud di Milano. Appassionato di film, libri e serie TV prevalentemente fantasy,fantasciantifiche, thriller e d'azione, sono innamorato degli sport motoristici pur senza praticarli. Mi diletto invece nelle arti marziali,in particolare nella muay thai, ma questo potreste averlo già sospettato dalla mia foto! Mi piace anche scrivere, ma non avrei mai pensato di entrare a far parte del team di un blog... La mia natura mi spinge a vivere questa nuova esperienza con ottimità e positivismo!!

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