Una bambina si traferisce con la madre in un nuovo quartiere. Qui dovrà impegnarsi nello studio secondo un planning estremamente articolato elaborato dalla madre la quale, donna in carriera, vuole assolutamente che la figlia si inserisca nei corsi della prestigiosa Accademia Werth finalizzata a formare i manager del futuro. Il nuovo vicino di casa è un anziano aviatore che prende a raccontare alla bambina del suo incontro, avvenuto tanti anni prima nel deserto africano, con un Piccolo Principe giunto sulla Terra dopo un lungo viaggio tra gli asteroidi. La bambina inizialmente sembra voler resistere alla narrazione ma progressivamente se ne fa catturare.

Osborne e i suoi sceneggiatori Irena Brignull e Bob Persichetti hanno racchiuso le vicende del biondo principe e dell’aviatore all’interno di una storia che vede la piccola protagonista destinata (secondo il volere della madre) a diventare prematuramente adulta perdendo irrimediabilmente tutto ciò che c’è di bello in una crescita progressiva, con tutte le esperienze belle e brutte che ne fanno parte, portandola a ribellarsi al percorso previsto. 

Una storia, quella della bimba, in cui qualcuno di noi potrebbe suo malgrado riconoscersi, messa sotto costante pressione dalle ambizioni della mamma che la vorrebbe realizzata e “sistemata” già dall’infanzia. Molto simile alle tante storie di quei genitori che, troppo preoccupati a spianare la strada ai figli per vedere realizzati con loro i propri sogni, molto spesso dimenticano di essere stati anch’essi bambini e poi giovani, di aver commesso errori grandi e piccoli, aver esultato e pianto ed essersi arrabbiati da matti per qualcosa che magari non aveva tutta l’importanza che vi avevano attribuito… Insomma quelli che hanno completamente seppellito il loro bambino interiore e riversano tutte le loro frustrazioni sugli eredi, spesso con la convinzione di non far altro che il loro bene.

Questa pellicola rievoca in tutti noi un po’ di quell’infanzia che, forse, abbiamo accantonato presi come siamo col lavoro e i problemi di ogni giorno, va a pescare nei nostri ricordi quelle emozioni che sentivamo mentre leggevamo quel libro che desideriamo tanto tramandare ai nostri figli. Emozioni forti, vere, che ci toccano il cuore e mettono in pericolo la diga che abbiamo davanti agli occhi ora che siamo cresciuti e non ci sentiamo più completamente liberi di metterci a nudo in mezzo agli altri.

Una pellicola per tutti, fiaba per i piccini, lezione per i grandi, che non delude i fan e fa sognare chi ancora non lo conosce (chi?!).

Le vicende di bimba, madre e vicino di casa sono realizzate con l’ormai conosciuta animazione 3D, mentre tutto ciò che riguarda il Piccolo Principe è stato sviluppato utilizzando una stop motion che riprende i disegni dell’edizione cartacea e rievoca il cinema di un tempo.

Un plauso particolare a Mark Osborne che dimostra di essere la persona giusta per trasferire sul grande schermo il capolavoro di Antoine de Saint Exupéry, dopo i precedenti tentativi (un film nel 1974 e due serie animate del 1978 e 2011) che non sono risultati all’altezza.

Autore

Con un nome che è tutto un programma, non potevo che essere la "mosca bianca" nel team di Gowoman. Il mondo mi conosce come Giansy (troppo tempo perso a pronunciare il nome completo), Milanese Doc e fiero appartenente alla classe operaia. Diplomato in elettrotecnica e automazione ma totalmente inadatto al lavoro d'ufficio, lavoro come tecnico di carrelli elevatori nelle campagne a sud di Milano. Appassionato di film, libri e serie TV prevalentemente fantasy,fantasciantifiche, thriller e d'azione, sono innamorato degli sport motoristici pur senza praticarli. Mi diletto invece nelle arti marziali,in particolare nella muay thai, ma questo potreste averlo già sospettato dalla mia foto! Mi piace anche scrivere, ma non avrei mai pensato di entrare a far parte del team di un blog... La mia natura mi spinge a vivere questa nuova esperienza con ottimità e positivismo!!

1 Commento

  1. Semplicemente meravigiioso!!! Assolutamente da vedere e da far vedere!

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