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Che fatica la vita da blogger – ovvero storia di un operaio che prova a collaborare con un blog.

Probabilmente penserete che io sia impazzito, o che stia scherzando, ma non è così. Dico sul serio, anche se voi non ne sarete convinti.

Per la prima volta in vita mia ho partecipato ad un grande evento come il “Grande Viaggio” di Conad all’ultimo round di Caserta, inserito nel social media team che si è occupato durante questi mesi di diffondere tramite Twitter ed altri canali social, tutto ciò che accadeva nelle piazze dei paesi visitati durante le varie tappe.
Confesso che pure io, partendo, ho sottovalutato ciò che mi aspettava immaginando qualcosa di più soft (non una mini vacanza ma comunque qualche giorno tranquillo) e solo dopo aver testato sulla mia pelle gli orari serrati degli impegni mi sono reso conto di quanto questo stile di vita non sia così facile come tutti i profani credono.

Carriera da blogger: Persone che passano la loro vita in sciallo

Immagino che la visione più comune sia quella di persone che passano la loro vita in sciallo, spostandosi da un parte all’altra del paese per partecipare ai vari eventi per i quali hanno ricevuto l’invito come aperitivi, cene, spa e similari che per molti non sono altro che cose futili e superficiali.
Superficiali si può pensare anche che siano coloro che questo lavoro lo fanno, persone frivole che siccome non hanno trovato uno sbocco lavorativo, o per mancanza di voglia nella ricerca dello stesso, si sono inventate la carriera da blogger.

Beh, vi garantisco che vi sbagliate di grosso in entrambi i casi (per le persone non posso garantire al 100% avendone conosciuti solo pochi, ma sfaticati e fanfaroni li incontriamo in ogni ambito della vita e per la maggior parte non sono blogger) e che non è per nulla facile intraprendere questo cammino.

Hai la stoffa del blogger se…

  1. Prima di tutto occorre la fantasia per avviare il progetto, renderlo appetibile al pubblico e facilmente rintracciabile in rete.
  2. Poi bisogna aggiungerci una rete di contatti, che nel bene o nel male fungeranno anche da biglietto da visita o da garanti durante gli eventi.
  3. Ultimo ma forse più importante,come in tutti i lavori, serve una passione sconfinata che dia validi motivi per svegliarsi alle 6  mattino a Caserta per poter essere alle 17 in Provenza(tratto da fatti realmente accaduti).
  4. Anche nel caso in cui non si debbano percorrere così tanti chilometri per essere presenti in diversi posti a poche ore o minuti, di distanza, resta sempre quella sfiancante frenesia di correre per non arrivare tardi, rientrare in albergo di corsa solo per fare una doccia lampo dopo una giornata sotto il sole ed essere pronti e operativi per la sera, qualsiasi cosa essa riservi e qualsiasi attività si sia svolta durante la giornata.

E mentre si sta nel pubblico, mentre molti degli altri si godono il concerto, lo show o la cena, serve stare concentrati per trovare il momento adatto per una foto o un video, abbinarlo ad una frase accattivante simpatica ed intelligente e postarlo sui social. Il tutto ovviamente senza perdere di vista ciò che accade attorno, dato che anche al di fuori di un palco ci sono momenti assolutamente imperdibili che, se immortalati, potranno riferire al pubblico non presente quanto interessante e bello sia l’evento al quale un blogger partecipa.

Non tutti fanno la vita da prima classe, non tutti indossano Loubutin o Armani e non tutti portano a spasso il barboncino col collare ricoperto di strass dentro una Vuitton.

Abbinare passioni e lavoro per portar arrivare a fine mese.

Ci si fa il culo, ovviamente in maniera totalmente differente rispetto ad un manovale, ad un meccanico o ad un impiegato di una multinazionale, ma per portare a casa il pane a fine mese si fatica come tutti.
Ve lo sto dicendo io, che sono un operaio di quelli sporchi e brutti, e che fino a non molto tempo fa immaginavo una vita totalmente diversa per questi ragazzi che, alla fine, stanno solo cercando di abbinare passioni e lavoro come tanti di noi.

Per quanto mi riguarda potete continuare a pensarla come volete anche dopo le mie parole, che non sono né una promozione per i bloggers né una denigrazione nei confronti di ogni altra categoria lavorativa. Continuerò ad essere operaio che collabora sporadicamente con Gowoman ed ognuno di voi a fare il proprio mestiere, ma magari la prossima volta che vedrete qualcuno fotografare un piatto al ristorante provate a ricordare quanto avete letto e a rispettare il suo sogno.

Photocredit finest

Author

Con un nome che è tutto un programma, non potevo che essere la "mosca bianca" nel team di Gowoman. Il mondo mi conosce come Giansy (troppo tempo perso a pronunciare il nome completo), Milanese Doc e fiero appartenente alla classe operaia. Diplomato in elettrotecnica e automazione ma totalmente inadatto al lavoro d'ufficio, lavoro come tecnico di carrelli elevatori nelle campagne a sud di Milano. Appassionato di film, libri e serie TV prevalentemente fantasy,fantasciantifiche, thriller e d'azione, sono innamorato degli sport motoristici pur senza praticarli. Mi diletto invece nelle arti marziali,in particolare nella muay thai, ma questo potreste averlo già sospettato dalla mia foto! Mi piace anche scrivere, ma non avrei mai pensato di entrare a far parte del team di un blog... La mia natura mi spinge a vivere questa nuova esperienza con ottimità e positivismo!!

1 Comment

  1. Anonimo

    Un bel articolo scritto molto bene complimenti!!!!!

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